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mercoledì 5 giugno 2013

Consorzio Tutela Brachetto d'Acqui

Nuova frizzante collaborazione per il mio blog con il Consorzio Tutela Brachetto d' Acqui.


IL CONSORZIO


Il Consorzio Tutela Vini d’Acqui nasce nel 1992 ad Acqui Terme con lo scopo di controllare e regolamentare la crescita di questo vino e tutelarne il territorio, programmando la produzione, incentivandone la commercializzazione e con un forte impegno di promozione e valorizzazione sui mercati mondiali.
Oltre al Brachetto d’Acqui D.O.C.G., il Consorzio si occupa anche della tutela del vino Dolcetto D.O.C. Il Consorzio è stato il principale promotore del conferimento della DOCG al Brachetto d’Acqui, ottenuta nel 1996 e che ha definito con maggiore precisione anche dal punto di vista legale e amministrativo le peculiarità di questo vino distinguendolo nettamente dalle altre produzioni. Il Brachetto d’Acqui rimane uno dei pochi vini ad aver ottenuto dallo Stato Italiano la Denominazione d’Origine Controllata e Garantita.
Tutte le bottiglie sono sottoposte ad un controllo di degustazione prima di ottenere la fascetta numerata in filigrana che ne comprova l’origine, suffragata altresì da un controllo scrupoloso del Consorzio di Tutela che programma e ne incentiva la commercializzazione con forte impegno di promozione e valorizzazione sui mercati mondiali.


IL DISCIPLINARE


Il Disciplinare delle denominazioni di origine dei vini, rappresenta l'impianto normativo delle D.O.C.G., D.O.C., IGT. Un punto di riferimento sicuro per l’informazione degli operatori del settore vitivinicolo per un puntuale e costante aggiornamento.Il Brachetto d’Acqui si fregia della più alta denominazione D.O.C.G. (denominazione di origine controllata e garantita) con decreto ministeriale delle Risorse agricole del 24 aprile 1996. Il Dolcetto d’Acqui (denominazione di origine controllata) si fregia della DOC (denominazione di origine controllata) con decreto del presidente della Repubblica del 1° settembre 1972.



LA LEGGENDA


Come tutti i veri protagonisti anche la storia del Brachetto è intrisa di leggenda e fascino. Una delle più suggestive… e maliziose… racconta che al “VINUM ACQUENSE” si attribuissero mirabolanti virtù afrodisiache… è credenza comune che all’epoca dell’Impero Romano, Giulio Cesare prima e Marco Antonio poi facessero precedere il loro arrivo in Egitto alla corte della bella Cleopatra da otri di “vinum acquense”, apprezzatissimo dalla Regina per risvegliare gli ardori dei suoi leggendari amanti……

Un filo diretto che si snoda attraverso storia, territorio e comuni caratteristiche, sembrerebbe legare il “VINUM ACQUENSE” all’attuale Brachetto, che può fregiarsi di diritto del titolo di Suo discendente, in quanto a quel tempo già presente ad Acqui Terme e nel suo circondario.




LA STORIA


In età moderna, nel 1817, il naturalista Gallesio lo definisce “VINO CELEBRE” classificandolo vino da dessert che risultava alcolico e poco colorato, che invecchiando assumeva il sapore del Porto o del vino Xeres e riferisce che il Brachetto, dolce o spumante, era conosciuto e commercializzato con successo nei mercati dell’America Meridionale: da ciò si può dedurre che la produzione in quel periodo fosse di entità tutt’altro che trascurabile. La prima definizione ufficiale è del 1922 a firma di Garino Canina, che ne fu il vero classificatore scientifico “ … Tra i vini di lusso il Brachetto appartiene alla categoria dei vini rossi dolci ed aromatici: è un vino con profumo speciale, moderatamente alcolico e zuccherino, non molto colorito che per lo più si consuma spumeggiante o spumante …”


Tra le varie notizie che il Canina dava, molto importanti dal punto di vista storico, una delle più interessanti riguarda il fatto che il Brachetto fosse diffuso in particolare nel circondario di Acqui e di Nizza Monferrato, indicando però una produzione per il mercato di soli 500 hl.

Che cosa aveva quasi fatto scomparire un vino che solo 50 anni prima era oggetto di attiva esportazione?

L’avvento della filossera aveva, alla fine della prima guerra mondiale, devastato i vigneti: i vignaioli, al momento di reimpiantarli, avevano privilegiato altri vitigni che assecondavano maggiormente le tendenze del mercato, a discapito di questa varietà che richiedeva attenzione e cure particolari. Inizia così il suo secondo sonno. Il risveglio è storia recente. Intorno agli anni 50, dalle colline del sud Piemonte dove la produzione continuava in piccole nicchie di estimatori, un produttore rispettoso della tradizione ma lungimirante quale Arturo Bersano mise a punto un Brachetto spumante elaborato in autoclave con metodo charmat. Da allora il Brachetto ha continuato il suo percorso di protagonista tra i grandi vini aromatici, tra i quali si distingue per le proprie caratteristiche ed è apprezzato dagli intenditori più raffinati.




IL BRACHETTO D'ACQUI


Gradevole, brioso, frizzante, allegro e profumato. Il Brachetto d'Acqui è ottenuto al 100% dal vitigno Brachetto, che dà a questo vino bellissimi colori porpora e rubino con riflessi violacei. Il suo perlaga è fine e persistente, è il vino della seduzione e della gioia, apprezzato in ogni occasione per i suoi profumi di frutta matura e di sensuale rosa bulgara, godibile senza paura di eccessi grazie al suo moderato tenore alcolico, inebriante e morbido. La particolarità e l'unicità del Brachetto d'Acqui D.O.C.G. consistono nella sua naturale dolcezza e grande aromaticità, caratteristiche che non trovano riscontro nel panorama mondiale dei vini aromatici.
IL CARATTERE
Come suggerisce già il primo sguardo di un bicchiere di Brachetto, con le sue bollicine ed il suo perlage che impazienti risalgono verso la superficie, il Brachetto si apre a tutte le occasioni conviviali, forte delle proprie particolarità di gusto ed olfattive, della esclusività di un vino legato indissolubilmente al territorio di produzione, nicchia di eccellenza che si è tramandata lungo la storia.
Ma il vino Brachetto richiede un’attenzione particolare da parte di chi lo degusta: per la sua dirompente sensualità di note aromatiche, di profumi floreali e sapori unici, per essere apprezzato pienamente deve essere gustato nei primi due anni di vita. Anche qui il grande carattere del Brachetto non si smentisce: questo trionfo di seduzione e gusto non ama rimanere relegato in cantina troppo a lungo!
Il Brachetto d’Acqui trasmette fascino, seduzione e gioia di vivere già dal disegno delle vigne, esaltandosi poi nelle cantine dove i grappoli, trasportati e scaricati con la cura e l’attenzione dovute ad un prodotto di grande rispetto, sono avviati alla spremitura soffice ed alla fermentazione.

Nel Brachetto d’Acqui troverete abbinate tutte le caratteristiche che distinguono i prodotti dell’eccellenza enogastronomica italiana: la storia, l’attenzione alla qualità, il legame con la sua terra, il tutto realizzato con le più moderne tecnologie.

Quando nei giorni di festa, in discoteca, nei grandi ristoranti del mondo, durante l’happy-hour nel locale che preferite o in qualunque moneto della giornata in cui avrete bisogno di una pausa o di un momento “brioso” solleverete un calice di Brachetto brindando alla gioia ed al divertimento, non sarà però necessario che ricordiate tutto questo. Il primo sorso vi svelerà come per magia tutto il fascino di questo grande vino Made in Italy.

Alzate il bicchiere e cercate in controluce, nel rosso rubino del Brachetto d’Acqui, la storia, la tradizione e la sapienza di questo grande vino piemontese. Tra i suoi riflessi potrete riconoscere migliaia di anni di storia e, perché no, anche il profilo della regina Cleopatra, madrina di una leggenda che si è tramandata nei secoli.




TECNICHE DI VINIFICAZIONE 


La vera eccellenza di un territorio vocato

La qualità del Brachetto d’Acqui nasce nella vigna, ma, trattandosi di un vino dolce aromatico, fondamentali sono le pratiche di cantina, al fine di salvaguardare gli eleganti aromi presenti nell’uva.Importanti sono la zona d’origine e la conduzione del vigneto. La raccolta dell’uva avviene a raggiunta maturazione ideale, per la massima salvaguardia dei quadri aromatici normalmente nella prima settimana di settembre. La cernita nel vigneto è prioritaria, come la rapidità nel trasporto dell’uva e l’avvio delle operazioni di lavorazione. La raccolta in cassette garantisce i migliori risultati sul piano qualitativo. 

Vinificazione

In genere si tratta di una breve macerazione pellicolare che dura soltanto 2-3, giorni con limitato sviluppo di alcol. Sino a 1,5-2,0 gradi. In tal modo si ottiene un colore rosato intenso, grazie al contatto con le bucce ricche di antociani.La pressatura è importante ai fini del risultato finale: “soft”, oggi, è la parola d’ordine. Al termine il Brachetto si refrigera, previa centrifugazione e/o filtrazione. Oggi impianti moderni garantiscono sistemi di centrifugazione con effetti minimi, riguardo arieggiamento mosto e /o eventuale perdita profumi. Riguardo alla filtrazione si usano filtri sottovuoto oppure a farina fossile che salvaguardano al massimo la qualità del vino. Segue la conservazione del mosto - vino Brachetto in serbatoi inox condizionati. Si ottiene un prodotto piacevole all’olfatto e dal sapore dolce e molto armonico. Il geraniolo è il terpene che caratterizza questo vitigno, il reattivo descrittore percepito come noto è la rosa.


Spumantizzazione

Il Brachetto d’Acqui è proposto sul mercato in due diverse tipologie: spumante, frizzante o fermo. Se spumante per legge presenta all’atto dell’apertura una sovrapressione minima di 3, 5 bar. Tale pressione deriva dalla rifermentazione degli zuccheri presenti o aggiunti al vino, per opera di lieviti selezionati. Ci sono vari modi per produrre spumanti, per il Brachetto d’Acqui, trattandosi di un vino D.O.C.G. a base aromatica, si usa il metodo Martinotti -Charmat detto anche in autoclave. Il vino base, opportunamente chiarificato e filtrato, è immesso in autoclave unitamente a zucchero, lieviti, sostanze nutrienti. Il processo di presa di spuma, dura in totale 30 giorni. L’imbottigliamento isobarico onde conservare la pressione in bottiglia, il confezionamento e inscatolamento completano il processo di cantina. Oggi si presta la massima attenzione a queste fasi del processo di cantina mediante l’utilizzo di materiali per il packaging di alta qualità, al fine di valorizzare immagine e prestigio del prodotto e del produttore.

Il Consorzio mi ha gentilmente omaggiata di tre bottiglie, una shopper e un utilissimo ricettario.



IL MIO PARERE


Conosco questo vino-spumante da moltissimi anni consumato per aperitivi o servito con i dolci in occasioni di festa. L'ho sempre preferito al classico spumante. Il gusto e il profumo lo rendono inconfondibile ed essendo molto versatile si adatta ad essere bevuto in molte situazioni.

IL MIO APERITIVO




Ringrazio il Consorzio per la gentile collaborazione.

Sito internet www.brachettodacqui.com
Pagina facebook https://www.facebook.com/brachettodacqui?fref=ts

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